CORONAVIRUS – Il dott. Giulio Tarro da Bruno Vespa

Il dott. Giulio Tarro è unanimemente riconosciuto tra i più importanti virologi al mondo.


Il 16 Aprile 2020, ospite da Bruno Vespa, l’Italia ha potuto ascoltare un’autorevole voce fuori dal coro esprimersi sul tema Coronavirus, l’emerito scienziato dott. Giulio Tarro in collegamento da Napoli.

In poche parole ha sottolineato i seguenti punti:

– secondo la sua “modesta” esperienza non è necessario un vaccino bensì cure antivirali o simili già sperimentate in altri Paesi da usare più nelle prime fasi della malattia, senza che si arrivi in terapia intensiva (da qui l’esigenza di intervenire subito sull’identificazione della malattia stessa e non quando la situazione è precipitata, come successo in Italia)

– che probabilmente nel giro di poco più di un paio di mesi il virus potrebbe effettivamente scomparire spontaneamente (parere già paventato da Israele)
– che non la si può considerare una pandemia e che non c’è paragone per esempio con la Spagnola, la quale attaccava per intero l’organismo e mieteva vittime tra i giovani debilitati e denutriti del dopoguerra
– che gli anziani vanno protetti perché soggetti più fragili e portatori di altre patologie in genere, ma che il virus andrebbe fatto circolare liberamente invece nel resto della popolazione.
Questi, insomma, i punti salienti .
In conclusione Tarro ha evidenziato quanto dannosa possa essere stata la decisione di tenere chiuse in casa le persone, nonché bambini e giovani, lontane dal beneficio immenso apportato dall’aria aperta, il Sole, la luce e il movimento!
Allievo di Albert Sabin, scopritore del vaccino contro la poliomielite, Tarro è stato per due volte candidato al Nobel per la medicina, l’ultima nel 2015.
Fu lui a isolare il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli, e sempre lui fu a sconfiggere quarant’anni or sono il cosiddetto “male oscuro di Napoli”, il virus respiratorio sinciziale che provocava un’elevata mortalità nei bambini di età compresa tra zero e due anni affetti da bronchiolite.
Nel 2018 è stato premiato in America come “miglior virologo dell’anno”.
L’unica pecca? Che l’intervista sia andata in onda verso l’una di notte.

Autore dell'articolo: Fattore Logico

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