CORONAVIRUS – YouTube: Un algoritmo bloccherà i video che contraddicono l’OMS.

L’Amministratore delegato Susan Wojcicki: “Stop ai contenuti privi di fondamento scientifico”. 
Nell’era della pandemia di Covid -19YouTube, il Social Network di proprietà di Google, dice stop alla “disinformazione scientifica”. Gli algoritmi della piattaforma elimineranno qualsiasi contenuto che contraddice le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul Coronavirus, nonché quelle “prive di fondamento scientifico”.
Le restrizioni sono state annunciate dall’amministratrice delegata Susan Wojcicki:
“C’è gente che consiglia di prendere la vitamina C o la Curcuma, perché ‘ti cureranno’ – ha detto Wojcicki – questi alcuni esempi di contenuti che rappresenteranno una violazione della policy di YouTube”
Queste misure arrivano dopo la decisione di bannare anche i video che collegavano la diffusione del nuovo virus alle reti 5G.
Dalle dichiarazioni della Wojcicki si evince chiaramente che fa riferimento alle interviste rilasciate dal dottor Stefano Montanari – non da “gente” qualsiasi – dove spiega come rafforzare il proprio sistema immunitario (opinioni condivise da altri illustri scienziati e dottori), che hanno causato problemi in particolare al canale ByoBlu24

Le piattaforme, come ad esempio Facebook, inviano messaggi a coloro che condividono fake news sul Coronavirus, invitandoli a visitare il sito dell’OMS e hanno inoltre introdotto un Alert che permette di ricevere informazioni direttamente dall’OMS o dal Ministero della sanità.

Di seguito uno stralcio del comunicato da parte del canale YouTube ByoBlu24

Mai, dalla nascita di internet come strumento di consapevolezza diffusa, la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero sono state così a rischio come oggi. L’intolleranza per le opinioni altrui ha raggiunto, e francamente superato, tutti i livelli di guardia: si fanno esposti alla Magistratura per rimuovere contenuti legittimi, si spendono montagne di soldi per promuovere l’informazione ufficiale di giornali e televisioni, demonizzando i social network, si costruiscono gruppi di lavoro (denominati Task Force) che nascono ed operano al solo scopo evidente di impedire ai cittadini di scambiarsi informazioni al di fuori di quelle consentite, alcuni in seno allo stesso servizio pubblico (e non dovrebbe sfuggire il paradosso), altri addirittura sotto il diretto controllo dell’esecutivo politico.

Un Paese dove il Governo controlla l’informazione come lo si potrebbe definire?
Infine, si oscurano i video dove vengono espresse opinioni non autorizzate, anche se i cittadini le condividono, e anche se hanno milioni di visualizzazioni. Si tratta di una forma di delirio: è l’arroganza di coloro che si ritengono depositari della verità assoluta e, con una forma inammissibile di paternalismo insidioso, stabiliscono che i cittadini non hanno la necessaria facoltà di discernimento e debbono essere posti tutti sotto tutela. La tutela da parte di coloro che sono autorizzati a decidere cosa è giusto pensare e cosa no, cosa è permesso dire e cosa no.

Di fronte a questa pericolosa deriva autoritaria, forme di protesta individuali non sono più sufficienti. È necessario che i cittadini che ancora ricordano il significato autentico dell’Articolo 21 della nostra Costituzione si riuniscano in un fronte comune, trasversale e apartitico, per tracciare la linea che non va oltrepassata, organizzando forme di tutela collettiva e di pressione organizzata che possano preservare, e consegnare ai nostri figli, la libertà più grande di tutte: quella di esistere in quanto persone coscienti, in grado di immaginare e concepire il mondo e i suoi fenomeni in maniera coerente con la loro capacità di analisi e le loro attitudini. E soprattutto, quella di comunicare tra di loro.

Autore dell'articolo: Fattore Logico

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