ossigeno - ozono terapia

Covid 19: Uomo in condizioni critiche salvato a Torino con l’ossigeno – ozono terapia

Dopo Foggia, il trionfo anche all’ospedale Mauriziano

Un’arma in più: l’ossigeno – ozono terapia funziona.

Tra i pochi ospedali che in Italia hanno aderito allo studio multicentrico su questo protocollo terapeutico randomizzato, per l’impiego dell’ozono in fase precoce nell’infezione da SARS CoV-2, promosso dall’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, un altro successo si registra all’ospedale Mauriziano di Torino dove un uomo di 76 anni in condizioni critiche, affetto da Covid 19, è stato salvato con l’ossigeno – ozono terapia.
Ora l’uomo è guarito e ha fatto ritorno a casa.

ossigeno – ozono terapia

Anche a Foggia l’ossigeno – ozono terapia funziona

Questo argomento è stato da noi trattato in un precedente articolo: Covid 19: “Ozonoterapia Coronavirus funziona sui malati gravi” dove scrivevamo che l’ossigeno – ozono terapia è stata sperimentata con successo ai “Riuniti di Foggia” .

L’ossigeno – ozono terapia ha dimostrato, senza riscontrare alcun effetto collaterale, la capacità di migliorare la funzionalità polmonare dei pazienti. Una pratica rispettosa anche dell’ambiente nel quale si effettua riducendo il rischio di contagio del personale sanitario e diminuendo la carica virale ambientale.

Ospedale Mauriziano – Torino – Ossigeno – ozono terapia

Il team di Torino

ll Mauriziano è dotato di generatore di ozono, fornito dalla Odontostomatologia (diretta dal dottor Paolo Appendino) e lo studio è condotto su pazienti  ricoverati nel reparto di Sub-Intensiva COVID, gestito dalla Medicina Interna (diretta dal dottor Claudio Norbiato) e dalla Pneumologia (diretta dal dottor Roberto Prota).

La gestione dei pazienti sottoposti all’ossigeno-ozono terapia è stata affidata ad un team multidisciplinare, costituito dalla dottoressa Stefania Marengo, internista, e da Piermarco Babando, odontoiatra ed ozonoterapeuta della SIOOT (Società  Italiana Ossigeno Ozonoterapia).

Come funziona l’ossigeno – ozono terapia

La procedura con ossigeno – ozono terapia per via sistemica prevede – previo il consenso informato del paziente – il prelievo, a cadenza giornaliera, di circa 200 ml di sangue da una vena periferica; il sangue prelevato, senza alcuna disconnessione dal paziente, viene mescolato con pari volume di miscela di ossigeno ozono 96-4% con tecnica sterile.

Per garantire l’adeguata diffusione dei gas nel sangue raccolto, si procede a delicata rotazione della sacca per 10 minuti, alla quale segue la reinfusione.
La procedura viene ripetuta per un totale di 3 sedute. Al momento sono una quindicina i pazienti arruolati. 

Alcuni passaggi dell’intervista al dottor Ettore Giugiaro su ByoBlu24

Spiega il dottor. Ettore Giugiaro è una terapia praticata in questo modo:
viene prelevato del sangue del paziente in un apposito apparato sterile; questo sangue viene miscelato con ossigeno e ozono e quindi lasciato reinfondere nella vena del paziente, in questo modo si ottengono due tipi di stimolo in nelle situazioni di infezione: il primo è uno stimolo diretto contro il patogeno che sta provocando l’infezione.

La letteratura è molto solida nel dimostrare che l’ozono ha un’azione antibatterica, è in grado di perforare la membrana cellulare di numerosissimi batteri – quasi tutti quelli su cui è stato testato – ha un’azione a seconda delle concentrazioni addirittura antifungina, riesce a distruggere anche le spore.

Ma ha un’azione ormai dimostrata da più studi anche sui virus, in particolare sono molto sensibili quei virus che hanno il capside, cioè quell’immagine che noi vediamo ossessivamente del Covid 19.

L’ozono attacca questa sfera con tutti i suoi bei peduncoli – che il virus usa per attaccarsi alle nostre cellule e penetrare all’interno – e ha un effetto si dice agglutinante cioè li distrugge, li smonta, ne destruttura la loro conformazione e quindi il virus non è più in grado di penetrare nelle cellule e questo comporta una prima azione che viene detta virus statica, cioè il virus non entra nella cellula e non può riprodursi.

Ma c’è un secondo passaggio.
Siccome l’ozono ha un’azione ossidante sul rivestimento del virus, quello che si produce è poi una perforazione dello strato più profondo cioè, di quella sfera che riveste il virus e soprattutto delle proteine che stanno immediatamente al di sotto di quel rivestimento, quindi un’azione anche virucida, ossia uccide il virus.
Questa è l’azione immediata

C’è poi un’azione secondaria, cioè non direttamente sul patogeno ma importantissima – in particolare sulle infezioni particolarmente aggressive come quella che noi stiamo osservando – perché l’ossigeno – ozono terapia è in grado di modulare la risposta infiammatoria del soggetto, cioè accade questo: quando io somministro l’ossigeno-ozono provoco una piccola reazione ossidativa all’interno del corpo.

Quando l’ozono entra a contatto con i nostri fluidi corporei libera dell’ossigeno nascente che è un ossidante che distrugge virus e batteri perché non hanno sistemi antiossidanti in grado di difenderli, ma va a dare anche un piccolo stimolo ossidante sulle nostre membrane cellulari, delle nostre cellule. La risposta però in questo caso che si attiva è una risposta di modulazione dell’infiammazione.

Noi abbiamo letto su tutti i giornali che grazie alle numerose autopsie che sono state svolte in Italia – a differenza degli altri Paesi – abbiamo ben compreso che il Covid 19 non uccide in realtà per una polmonite, ma uccide perché provoca microtrombi nella circolazione delle piccole arterie (le arterìole) diffusa moltissimo nei polmoni ma anche in altri organi.

Questa reazione trombotica è dovuta al fatto che per la sua aggressività il virus provoca nell’uomo una reazione infiammatoria esageratamente violenta nei soggetti predisposti, tra l’altro moltissimi invece superano l’infezione quasi senza sintomi o addirittura senza.

Nei soggetti predisposti – come ha detto anche il collega dottor Stefano Manera – provoca una tempesta citochimica, viene chiamata così, cioè noi liberiamo tutti questi mediatori dell’infiammazione in una dose elevatissima ed è questo che provoca quella coagulazione, quelle lesioni trombotiche nel microcircolo.

L’ossigeno – ozono terapia modula questa risposta cioè riduce la violenza della risposta citochimica attivando tutta una serie di mediatori che fanno sì che la risposta infiammatoria sia più moderata e vada piano piano a risolvere l’infiammazione senza danno ai nostri tessuti.

È questa doppia azione che rende così importante l’utilizzo di un presidio come l’ossigeno – ozono terapia nel trattamento delle infezioni virali, specialmente quando si tratta di infezioni virali capaci di attivare infiammazione in tutti gli organi del corpo.

ossigeno – ozono terapia

I benefici

L’ozono ha attività antibatterica, antivirale, riduzione della capacità ossidoriduttiva con conseguente calo dell’infiammazione e dello stress ossidativo che danneggia cellule e tessuti e interagisce anche col sistema immunitario.

Le origini

Le origini dell’ossigeno – ozono terapia risalgono a circa 130 anni fa ad opera del medico tedesco Christian Schonbe.
La terapia fu utilizzata nella Prima guerra mondiale per salvare i soldati dalla cancrena, per accelerare la guarigione, incrementare il flusso sanguigno locale e soprattutto, sfruttare i suoi effetti anti-infiammatori.

Conclusioni

L’ossigeno – ozono terapia si è rivelata fonte di guarigione per i pazienti affetti da Covid 19 ma l’ AIFA, ovvero l’agenzia italiana del farmaco, ha scelto di non esprimersi a riguardo.

Di questo protocollo sentiamo parlarne molto poco, o per niente, sul mainstream nazionale.
Su diversi canali internet (compreso il nostro) è un argomento abbastanza trattato ma anche censurato e, francamente, non ne capiamo i motivi dato che – come spiegano i medici specialistici – presenta scarsissime contro indicazioni come ad esempio in persone affette da favismo, ossia  un difetto congenito dei globuli rossi.

Autore dell'articolo: Stefano

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